Il Museo spazio d’eccellenza della cultura. Dove le barriere si trasformano in esperienze

Costantino D’Orazio

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Il termine inclusione, nella sua etimologia, porta con sé l’atto di accogliere al proprio interno: un significato di vitale importanza se si pensa ai luoghi della cultura.

Nel 1992, Adalgisa Lugli scrisse che la soglia che si oltrepassa [nel museo] è un confine. Quello che sta di là è una specie di mondo. Già Foucault aveva intuito che il museo, insieme a luoghi come la biblioteca o il teatro, può essere inteso come uno spazio altro in cui vigono regole e credenziali fuori dal tempo, una eterotopia propria della cultura occidentale del XIX secolo. In quanto tale, il museo necessita di un passaggio.

Negli anni numerose sono state le riflessioni circa l’accessibilità nelle e delle istituzioni culturali: troppo spesso ci si è concentrati sulle persone con disabilità, dimenticandosi che un museo veramente accessibile è quello che non presenta piani distintivi, ma piani inclusivi.
Inoltre si è sempre pensato che per divulgare l’arte fosse necessario rendere comprensibile il linguaggio degli addetti ai lavori, senza mai prendere in considerazione che i fruitori sono prima di tutto esseri umani.

Il focus sull’umanità del visitatore ben si sposa con il valore aggiunto della storia dell’arte, in particolare quella contemporanea: la capacità di suscitare una lettura emozionale ed esperienziale.

In un mio volume del 2020 (L’arte in sei emozioni) ho invitato i lettori a scoprire come gli artisti hanno rappresentato le emozioni.

Nel mio mandato come Direttore dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Nazionali dell’Umbria, al contrario, ho invitato i fruitori a dire all’arte come si sentissero dopo aver attraversato la soglia del museo.
La collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria è stato un terreno perfetto per la sperimentazione di questa idea: il percorso espositivo comincia tra Duecento e Trecento, tra la magnificenza degli affreschi di Benedetto Bonfigli nella cappella dei Priori e la Madonna con Bambino di Duccio di Buoninsegna. Prosegue con il tardogotico perugino di Gentile da Fabriano e si inoltra tra i capolavori di esponenti del Rinascimento come Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Piero della Francesca.

Le sale e le logge raccontano spazi e storie che hanno forgiato la fama di Perugia come riferimento del patrimonio artistico italiano. Ne sono un esempio le incantevoli sale monografiche dedicate a Pinturicchio e al maestro Perugino.
L’ultima parte della collezione espone il meglio dell’arte in Umbria tra Seicento e Novecento: tra gli altri, qui parlano artisti come Orazio Gentileschi, Valentin de Boulogne, Pietro da Cortona, il Sassoferrato, Francesco Trevisani, Gerardo Dottori, Alberto Burri ed Enzo Rossi.
Uno scrigno all’interno del museo, chiamato Camera Oscura, racconta, attraverso mostre monografiche dedicate alla fotografia, il filo rosso che lega l’arte del passato al nostro presente in una continuità di linguaggi e tecniche diverse.
Questa multiformità del museo, pertanto, ha permesso la progettazione e la realizzazione di uno strumento inclusivo che tenesse in considerazione, in primis, le emozioni dei visitatori.


Grazie al finanziamento PNRR “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi”, realizzato dai Musei Nazionali dell’Umbria, con il coordinamento della struttura delegata all’attuazione dell’investimento nell’ambito della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, all’interno del progetto di comunicazione, fruizione, valorizzazione, accessibilità e partecipazione per il miglioramento della qualità dell’offerta e dei servizi della Galleria Nazionale dell’Umbria, è nata AIfeelGNU, una progressive web app progettata per trasformare l’esperienza museale in un viaggio personalizzato.
A partire dalla mappatura emozionale delle opere esposte nel museo e grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, AIfeelGNU crea percorsi di visita sartoriali che tengono conto dell’età, del tempo disponibile e soprattutto dello stato emotivo del visitatore, il quale, una volta effettuato l’accesso all’app sul proprio cellulare, viene accolto dalla domanda “Come stai?” e condotto attraverso un percorso emozionale creato dall’IA attraverso volti, personaggi, paesaggi, colori, storie, dettagli delle opere del museo.
È prevista una continua interazione tra il visitatore e la sua guida virtuale, Pietro, che risponde a domande e sollecitazioni.
Il linguaggio utilizzato e i contenuti prescelti esaltano l’esperienza emozionale del visitatore, fino a modificare lo stato d’animo iniziale. AIfeelGNU, fruibile da smartphone, offre ai visitatori un’esperienza di visita inedita, focalizzata sugli aspetti emozionali delle opere d’arte, con contenuti accessibili e accattivanti.

La App è stata realizzata dal team di TuoMuseo in collaborazione con il personale della Galleria Nazionale dell’Umbria. Lo strumento è nato dopo un percorso di co-progettazione con le Associazioni di categoria del territorio, le quali, mediante tavoli tecnici, hanno espresso le necessità dei portatori di interesse.

In particolare, è stata riservata un’attenzione specifica ai pazienti della struttura ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia, i quali hanno potuto testare la APP in anteprima: l’azione è finalizzata alla fruizione da parte di persone impossibilitate alla visita ‘fisica’ della collezione della Galleria in maniera interattiva e partecipata.
L’impatto emerso è stato sorprendente, dal momento che i visitatori hanno interagito mediante emozioni positive e di curiosità nei confronti delle opere e dei loro dettagli: ne è conseguita una potenzialità non presa inizialmente in considerazione all’inizio. La APP infatti, al di là della presentazione della collezione della GNU, diventa una finestra verso l’esterno per persone che hanno un’interazione con il fuori limitata, spostando il concetto di soglia e di passaggio in un altrove.